A Fëa de San Bertomê

2003


Personaggi

Baciccia Luganega, notaro

Vinci, sò moggê

Scia Beneita, vìdoa, moae de Vinci

Frae Micchetta, scroccon

Belfigo, legéra

Bosticca, ätra legéra

Bertome, nobiletto de Pëgi

Aspio, servitô de Bertomê

Lisin Commilfò, de Bargaggi,
impromissa de Bertomê

Giomo Falampis, giùdiçe vicäio e tutô
de Lisin

Scia Matirde, sò moggê

Ursula, reginn-a da Fëa e de
porchette

Bertoelo, garson de buttega

Resca, pellandron

Roscigneu, canterin e pellandron
lê ascì

Scespiria, artista de marionetti

Note di regia di Enrico Aretusi
Regia ... cosa significa questa parola?
In genovese, la lingua che noi usiamo, vuol dire “rigira” e allora il mio compito di regista è quello di rigirare. Sì, rigirare in continuazione il grande calderone della “fiera” per far emergere di volta in volta i personaggi, così come appaiono le singole verdure a chi rimestola un bel minestrone alla genovese.
Al momento opportuno ogni personaggio emerge dalla fiera, pur continuando a farne parte, per mostrare il suo carattere, i suoi pregi e soprattutto i suoi difetti, le sue debolezze di essere umano.
Questa “fiera” è davvero un campionario di persone e di classi sociali: i borghesi, i bigotti, i nobili, i fannulloni, i malandrini e le ...porchette !
Il 24 d’agosto le loro vite si mescolano alla fiera e, spiati dall’occhio subdolo del potere, i loro destini si intrecciano.
Qualcosa cambierà, molto resterà immutato ma, almeno per un giorno tutti gettano la maschera sopraffatti da qualcosa di più grande e potente di loro: la fiera!
...Eh sì, perché alla fine, anche se le verdure hanno fatto bella mostra di sé, il protagonista è sempre il minestrone...sperando che non sia indigesto.
Buon appetito!
(per lo spettacolo a Villa Serra, Genova, luglio 2004)