Un giorno a casa di Ansaldo Pallavicino

2004

Personaggi
Teresa Lomellino
Ansaldo Pallavicino
Agostino Pallavicino

Note dell'autore

Un’opera d’arte può essere “letta” in vari modi: ad esempio, si può fermare l’attenzione sui valori estetici oppure allargarla ad altri fattori personali che hanno avuto una parte nella sua esistenza.
Ritengo giusto considerare i collezionisti d’arte come una categoria di persone del tutto particolare: riferendomi ai veri collezionisti, che non di rado sono e furono preziosi “motori” del processo creativo.
Il collezionista-committente è, di norma, un appassionato: generoso e tenace. Il suo rapporto con l’opera d’arte e con l’artista conduce il discorso verso il fondo della loro rispettiva umanità.
Perciò, a proposito di Agostino e Ansaldo Pallavicino, che furono collezionisti-committenti straordinari, la piccola ipotesi teatrale che ne ho ricavato utilizza risvolti decisamente personali, a volte indiscreti, della loro storia.
Ho delegato alla moglie Teresa, certo più combattiva, gli argomenti che illuminano Ansaldo; e mi sono divertito a esplorare un possibile e molto plausibile conflitto di lei con suo suocero Agostino, genovese emerito, carattere forte e permaloso, uomo impagabile almeno per me nelle occasioni che mi offriva.
Il tutto per mettere tre personaggi d’epoca a farvi da “guide” nelle sale di Palazzo Spinola in Pellicceria, a Genova, dove si espongono le loro collezioni: cioè le persone più indicate, forse la chiave più “segreta” di una bellezza che ha unito le doti degli artisti al patrimonio civile di una città.
Mario Bagnara