Il Re in bicicletta

1976

Personaggi
Re Leopoldo
La Regina
Il Principe Leopoldo
La Balia
Il Ciambellano
Il Generale
Il Consiglere anziano
Rabdul Pascià
La Servetta
L'Attrice
L'Odalisca
Il Fotografo

Tracce di trama
Un Re che nel suo regno non angustia i suoi sudditi con impossibili pretese, ma ama i divertimenti, anche semplici, come andare in bicicletta. Il Re ha una balia grassa e affettuosa e il terrore di prendere moglie. Per questi motivi tra i sudditi si diffonde l'opinione che il Re non abbia le capacità per mantenere le chiavi del potere. Il banco di prova arriva puntuale quando ai confini del paese si presenta il feroce Turcomanno.

Tracce di commento
"Mi rendo conto, a distanza, che gli anni della mia infanzia furono quelli di un piccolo re; sia perché quasi sempre, intorno a un bambino, si tende a costruire un'atmofera un po' fiabesca, e sia perché, nel mio caso, vi contribuivano le circostanze familiari: in casa c'era agiatezza, i miei genitori si amavano, i buoni principi non si discutevano. Per noi figlioli, la vita era un solco preciso e protetto.
La guerra, coi suoi rischi e i suoi orrori, alcuni dei quali vissuti da vicino, sconvolse tante cose, e fra queste, la cognizione di essere (o l'importanza di sentirmi) un re; ma non giunse a incrinare i criteri di fondo rispetto ai quali, crescendo, mi continuavo a misurare.
Il dopoguerra portò diverse difficoltà: ricordo mio padre lottare contro di esse; solo più tardi ho capito che la prima ragione per cui lottò fu la difesa di quel solco all'interno del quale ci voleva lasciare. Condusse l'aratro in linea retta finch'ebbe un attimo di respiro.
Tutto ciò può sembrare un po' retorico, e forse, lo è: però è vero. Può apparire anche un po' contradditorio con la commedia, cosa che invece non è: perché la storia del Re in bicicletta, se contiene materia autobiografica, non la contiene di certo nel senso che questo o quel personaggio siano chiamati a riprodurre questa o quella persona che ho conosciuto. Credo che dentro di noi ci sia una specie di mulino, che prende i nostri ricordi e li trita tutti: di questa loro mescolanza si compongono i personaggi, i quali quindi, al tempo stesso, veri e inventati, nelle infinite combinazioni possibili che ne ricava la fantasia. Soltanto al microscopio, e con nessuna utilità, si potrebbe ricostruire da dove provenga, tra le figure e gli avvenimenti della mia piccola storia privata, l'uno o l'altro dei singoli aspetti del mio teatro.
Scrivendo Il re in bicicletta non mi sono proposto altro scopo che quello di dare occasione di vita, nel modo che mi piace di più e cioè in commedia, ai personaggi che ad essa appartengono e alla storia che li riguarda. Se poi non sarò l'unico a sentirvi delle risonanze personali, e le avventure del Re ciclista divertiranno o faranno pensare qualcuno, avrò motivo di giudicare che valeva la pena di raccontarle"
Mario Bagnara